mercoledì, 04 febbraio 2009

Abbraccio.. mi piace questa cosa!

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martedì, 27 gennaio 2009

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grazie Silvia! Il perchè pero' me lo sono dimenticato :-P

postato da: dande alle ore 22:52 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 25 gennaio 2009

Ogni tanto ti guardi e ti senti poco. Poi ti guardi meglio, assieme ai tuoi cari, e ti senti molto.

Sei perfino contento di fare sorrisi di circostanza.

postato da: dande alle ore 04:38 | Permalink | commenti
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domenica, 18 gennaio 2009

OGGI NON E'UNA BELLA GIORNATA

Oggi è morta la zia olga, anziana sorella della mamma di mio padre.

Non è un bel giorno, perchè vedere un viso color grigio non credo possa far piacere.

Non è un bel giorno, perchè sto per andare a letto sapenso che domani la zia tetta lo saprà.

Non è un bel giorno, perchè sono preoccupato.

Non è un bel giorno, perchè i funerali mi fanno sempre venire degli strani flashback

Non è un bel giorno, perchè andrò una settimana giu a taranto.

Non è un bel giorno, perchè da domani la mia unica zia deve iniziare ad affrontare la vita da sola, pensando alla morte in ogni suo gesto.

sono preoccupato, sia per zia Tetta che per zia susi.

Cheppalle.

postato da: dande alle ore 01:57 | Permalink | commenti
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domenica, 18 gennaio 2009
OGGI NON E' UNA BELLA GIORNATA
postato da: dande alle ore 01:51 | Permalink | commenti
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mercoledì, 07 gennaio 2009

Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?

Intervento dell'ex ministro dell'informazione del governo di unità

nazionale palestinese

di Mustafa Barghouti

Ramallah, 27 dicembre 2008.

E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosadipende la

differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l'elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto? E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa. La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili - e d'altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che chiacchierano di Palestina, qui all'angolo della strada, sono per le leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale, una forza combattente? - se nei documenti ufficiali siamo marchiati come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di Israele? Se l'obiettivo è sradicare Hamas - tutto questo rafforza Hamas. Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia, a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l'esercizio della democrazia - ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi esploda addosso improvvisa. Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare il coraggio di disertare - non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altra Palestina, terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho dovuto assassinarlo per autodifesa - la racconteranno così, un giorno i sopravvissuti.E leggerò sui vostri giornali, domani, che è impossibile qualsiasi processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con cui parlare. E effettivamente - e ma come potrebbero mai averlo, trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto - perché mai dovrebbero averlo, se la Road Map è solo l'ennesima arma di distrazione di massa per l'opinione pubblica internazionale? Quattro pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprenderà alcuna azione che possa minare la fiducia tra le parti, come - testuale - gli attacchi contro i civili. Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, è un crimine di guerra non una questione di cortesia. E se Annapolis è un processo di pace, mentre l'unica mappa che procede sono qui intanto le terre confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti allargati - perché allora non è processo di pace la proposta saudita? La fine dell'occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di reazione? Qualcuno, lì, per caso ascolta, dall'altro lato del Muro? Ma sto qui a raccontarvi vento. Perché leggerò solo un rigo domani, sui vostri giornali e solo domani, poi leggerò solo, ancora, l'indifferenza. Ed è solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco nome a nome, vita a vita - solo una vertigine di infinito abbandono e smarrimento. Europei, americani e anche gli arabi - perché dove è finita la sovranità egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo di Rafah? - siamo semplicemente soli. Sfilate qui, delegazione dopo delegazione - e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole restano nell'aria, come sugheri sull'acqua. Offrite aiuti umanitari, ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità libertà, frontiere aperte, non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate, indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola? Una clinica forse? Delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di convincervi - no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia - sanzioni, sanzioni contro Israele. Ma rispondete - e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello squilibrio, partigiani dei vincitori - no, sarebbe antisemita. Ma chi è più antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per sessant'anni, fino a sfigurarlo nel paese più pericoloso al mondo per gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i lati? Rileggere Hannah Arendt è forse antisemita, oggi che siamo noi palestinesi la sua schiuma della terra, è antisemita tornare a illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull'ultima razza soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli inglesi stessi? No, non è antisemitismo, ma l'esatto opposto, sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah chiamata sionismo. Perché non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra. So quello che leggerò, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo apartheid - e genocidio. Perché non importa che le politiche israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettività non sono che l'ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza dei vincitori. La benzina di questi aerei è la vostra neutralità, è il vostro silenzio, il suono di queste esplosioni. Qualcuno si sentì berlinese, davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?

postato da: dande alle ore 11:21 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 11 dicembre 2008

Bozza di testo minimo, che potete tranquilamente integrare, da mandare alla vostra mail list per raccogliere le adesioni alla Campagna "Stesso sangue stessi diritti".

So che siamo in terra leghista, ma se conoscete autorità, politici, artisti, sportivi etc..anche una loro firma non sarebbe male, oltre alla vostra naturalmente.

 

La CGIL sta raccogliendo adesioni alla Campagna nazionale contro il razzismo "Stesso sangue, stessi diritti" lanciata il 7 novembre da Guglielmo Epifani e Morena Piccinini.

Per leggere i contenuti del documento politico e firmare l'appello è possibile cliccare sul link:

http://sviluppo.cesi.cgil.it/firme/stessosanguestessidiritti/

postato da: dande alle ore 09:51 | Permalink | commenti
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giovedì, 11 dicembre 2008

Il mio sciopero contribuirà a:

"Educazione di base e formazione sindacale per giovani donne

lavoratici nello stato del Gujarat (India)"

Il progetto è realizzato in accordo con SEWA (Self Employed Women Association) la più grande organizzazione sindacale di donne lavoratrici indiane, fondata nel 1972, che oggi conta più di un milione e duecentomila affiliate, in maggioranza residenti nello stato indiano del Gujarat.

Il progetto ha come finalità l’alfabetizzazione delle donne lavoratrici e la formazione di giovani leader di comunità e dell’organizzazione sindacale.

Beneficiarie del progetto: oltre 5.000 donne residenti in 14 diversi distretti dello stato del Gujarat.

Attività previste:

Corsi di alfabetizzazione decent work Corsi di formazione in comunicazione

Corsi di formazione per l’utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione

Corsi di formazione per le operatrici del Dipartimento di Formazione e Comunicazione di SEWA

Acquisto di attrezzature (computer, video, ecc.)

Produzione di materiali educativi

In questi momenti mi sento orgoglioso di lavorare in cgil ;-)

Corsi di formazione sul

postato da: dande alle ore 08:30 | Permalink | commenti
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domenica, 02 novembre 2008

GLOBALIZZAZIONE

"May, tutte la nostra economia si basa sulle debolezze umane, sulle cattive abitudini e sulle insicurezze. La moda. i fast food. Le macchine sportive. I gadget tecnologici. I vibratori. Le cliniche dietetiche. Le boutiques del capello per uomini. ".." Pensa che cosa succederebbe se tutti fossero veramente, autenticamente felici. Autenticamente soddisfatti delle proprio vite. Sarebbe un cataclisma. Il paese andrebbe completamente in tilt, e una volta in tilt l'america, non credi che il resto del mondo occidentale lo seguirebbe? Sto parlando di un effetto domino su scala globale. La fine della storia."

ETICHETTA

"Velo o non velo, non me ne frega niente. Le regole aziendali prevedono la cravatta. Quindi, a meno che lei non ne abbia una attorno all'uccello..."

DISINTERESSE O VOGLIA DI BALLARE?

"on vedi tutti gli espedienti e le soluzioni rabberciate che abbiamo escogitato? non vedi che cerchiamo continuamente di tamponare i sintomi, di aggiustare cuori infranti con un cerottino?  E' questo che siamo, may.  E' questa la tristezza che sta alla base di tutte le cose. Mono-no-avarè, May. E' questo che ci rende umani: non la felicità, ma la tristezza di fondo."

"No, disse may. Io non lo accetto. Non accetto che il mondo debba essere così."

"Peccato!, perchè al mondo non interessa. Non si può spazzare via la realtà con i desidere. Non basta limitarsi a chiudere gli occhi e abbarbicarsi all'idea che vecchiaia, morte e disillusione non  esistano. Esistono, May. Che ci piaccia o meno. La vita è solo una stramaledetta cosa dopo l'altra, ma è pur sempre l'unica partita da giocare.. Non possiamo permettercidi attraversarla dormendo, perchè non c'è un secondo giro di giostra."

LA PASSIONE NELLE COSE

" Adesso arrivi tu a chiedermi da dove viene il libro. Viene da paradise flats. Viene da qui."

 Jack posò le mani sul suo ampio ventre.

"Viene dalle viscere. Tutti i libri che ho letto, tutto l'alcol che ho bevuto, tutte le battaglie che ho perduto, tutti i cazzotti che ho tirato. Ognuno di noi è una collezione di riferimenti incrociati, ragazzo mio. Tutte le donne che ho sedotto. Tutte le bugie che ho detto. Tutti i peccati. Tutti i trionfi. Tutte le piccole vittorie e i grandi fallimenti. Ci ribollono dentro e quando moriamo ce ne portiamo via una moltitudine.. Questo è walt whitman, fra parentesi. Ognuno di noi contiene moltitudini"

"Vuoi conoscere il mio segreto? Non c'è nessun segreto. Mi sono seduto al tavolino e ho scritto. Ho scritto tutta quella maledetta roba d'un fiato, senza mai fermarmi per cambiare qualcosa o per controllare quello che avevo scritto."

Will Ferguson Felicità

postato da: dande alle ore 22:49 | Permalink | commenti
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sabato, 01 novembre 2008

ATLANTIDE

Simo, marco, io, armando.. un po' di gente mancava, ma noi in piazza per la scuola c'eravamo. Anche sotto la pioggia, divisi fra i vari spezzoni a fare gli splendidi con le nostre compagne di corso o con i giornalisti, a studiare con occhio clinico i movimenti della piazza e i possibili casini, cercando di analizzare il  posizionamento del cantiere e di prevedere i movimenti degli universitari.. c'eravamo.. questo sta a significare che siamo stati semi che non si son fermati a essere semplici abbozzi di futuro. Dopo aver ringraziato noi stessi, dovremmo ringraziare chi su di noi ha investito e mandare a 'fanculo chi invece ci ha investito.

Anche se siam stati stirati, le gambe per correre e le teste per sognare non ce le hanno eccessivamente fracassate.... o forse si, ma le abbiamo sapute ricomporre bene.

Sono contento nel guardare la foto di giovedi che ho nella testa!

postato da: dande alle ore 16:09 | Permalink | commenti (3)
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